programma

27/28/29/30 dicembre 2013 h. 21 ABOUT:BLANK

IMG_0207

ideazione – Roberto Cocconi con – Roberto Cocconi, Valentina Saggin, Anna Savanelli Luca Zampar

musiche – Forest Swords, David Lang, Autechre, Burial, Raime, Kronos Quartet

produzione – Arearea 2013
durata – 30 min.

La danza è indefinibile, come disse Merce Cunningham, cercare di esprimerla è impossibile, non farà altro che sfuggirvi.
In un tempo dove si dice tanto e le parole sembrano avere significato diverso a seconda di chi le pronuncia, affermiamo la danza fine a se stessa, una danza che determina se stessa, una danza che riempie i vuoti, che parla ai cuori e alle menti.
Per essere astratti bisogna avere molto da dire. Avere molto da dire implica definire un modo per comunicare. Perciò danzeremo. E ne avremo consapevolezza.

Alle serate del 27, 28 e 29 segue serata ON.

27 DJ rock: BICHO
28 Stereorama 2000 deluxe/music set
29 Dj set: MattiaC from Madrac

5 gennaio 2014 h. 20 LA BADINI LIVE

Foto Ale RIzzi Elab. Aldo Ghirardello

progetto – La Badini con – Giordano Casco, Aldo Ghirardello, Rita Loriga, Ferruccio Macor, Ale Rizzi, Fabrizio Zamero.

La Badini collettivo perforante presenta:la creazione artistica attraverso l’esperienza del corpo.
Rivolto a tutti coloro che sono interessati al problema della creazione.
“In definitiva, nessuno può trarre dalle cose, libri compresi, altro che quello che già sa: chi non ha accesso per esperienza a certe cose, non ha neppure orecchio per udirle.”
(F.Nietzsche, Ecce homo, Adelphi)

 

18 gennaio 2014 h. 21 L’EDUCAZIONE DI UNA GIOVANE DEA

foto 3

Progetto selezionato bando Libera! 2013

coreografia – Michela Silvestrin drammaturgia- Serenella Fonzar con – Michela Silvestrin musica – Yannik Franck elementi scenici – Gioia Danielis durata 50′

In un ipotetico ‘giorno zero’ dell’umanità, una donna priva di ogni storia si percepisce come essere vivente. Ella guarda le manifestazioni del suo corpo come se fossero fenomeni esterni: estensione, potenza, energia sono prodotti e subiti al tempo stesso. E’ una anti-Eva in quanto è nella solitudine e indipendenza relazionale e spirituale che viene educata dalla natura ad essere potente generatrice.
Nella performance si sperimenta questa dimensione pre-logica e pre-linguistica che rimane custodita nelle nostre vite come archetipo e forza inconscia.
E’ il suo oblio a creare le nostre contraddizioni

15 febbraio 2014 h. 21 TRANSMUTATION

offlabel.transmutation.1 2

performance per cinque danzatori

coreografia – Pilar Gallegos danzatori – Luisa Amprimo, Maria Augusta Chizzola, Giovanni Leonarduzzi, Marco Pielich e Jessica Vidusso musica – AElab e Jetone edizione musicale – Ricardo Cortés luci – Daniela Bestetti costumi – Pilar Gallegos e Ilva Baracetti– fotografo Luca Michelutti – durata 45 minuti.
produzione – FONDO NACIONAL PARA LA CULTURA Y LAS ARTES (Messico)

http://pilargallegos.org/italiano.html

L’esperienza umana intesa come una sola: la vita transita nella stessa maniera in ognuno di noi, verificando in sostanza che tutti gli esseri sperimentino le medesime vibrazioni, sensazioni, eccitazioni, stimoli ed emozioni. L’Umanità si trova in un cambiamento costante, i nostri corpi sono laboratori di mutamenti incessanti.

8 marzo 2014 h.21 TENTATIVI VERGINI DI OSCENITA’

di crescenzo

 

CIE LA BAGARRE
di e con – Erika Di Crescenzo

http://www.cielabagarre.com/it

è un progetto di ricerca intorno al tema dell’OSCENO che prevede alcune fasi dislocate lungo il 2013/2014, e la realizzazione di un’opera teatrale completa e debutto per giugno 2014. L’indagine affronta il tema dell’OSCENO, in vista di un confronto senza censure tra attore e platea, situato sulla soglia della quarta parete. L’Io è irrisolvibile senza l’Altro. Nell’incontro “Vale tutto, vale non sapere, vale non dire o dire troppo, vale tutto, vale anche se stai fuori, vale sempre, finché decidiamo che vale, per me vale, tanto vale”.

30 marzo 2014 h. 21 OPERA UNICA (improvisation)

meneghini

RICCARDO MENEGHINI/DANIELE D’AGARO

con – Riccardo Meneghini e la partecipazione di Luca Zampar

musica – Daniele D’Agaro

http://riccardomeneghini.wordpress.com/

http://www.dagaro.it/

Un incontro tra musica e danza all’insegna dell’improvvisazione. Meneghini, già danzatore di Carolyn Carlson e D’Agaro, jazzista di fama internazionale, mettono insieme i loro linguaggi alla ricerca di una opera unica.

A seguire – serata ON

27 aprile 2014 h. 21 ALL DRESSED UP WITH NOWHERE TO GO

_DSC7139 2

di – Giorgia Nardin con – Sara Leghissa, Marco D’Agostin
editing musicale e ambienti sonori – Luca Scapellato
luci – Matteo Fantoni foto – Alice Brazzit progetto sostenuto da – CSC – Bassano del Grappa, Graner/Mercat de les Flors – Barcellona, Teatro Villa dei Leoni – La Piccionaia/ I Carrara –  Arearea, Udine
progetto sviluppato nell’ambito di ChoreoRoam Europe 2012.

http://giorgianardin.com/

All Dressed Up With Nowhere To Go vuole indagare il momento della transizione, ricercando lo stato necessario per intraprendere un percorso in costante divenire.
Il disegno coreografico diventa la mappa che traccia l’itinerario da seguire, da cui si è liberi di deviare, definisce i paesaggi da attraversare ma non la linea d’arrivo.
Quando la volontà è quella di sviscerare i momenti di transizione, il corpo può solo rivelare ciò che resta di essi.
Rimanendo esposti, sospesi e aperti, questi corpi offrono agli occhi di chi guarda l’essenza di questo cambiamento, che pulsa sotto pelle.
A seguire serata ON

17 maggio 2014 h. 21 CAPITOLO I – Fiant Umbrae/ CAPITOLO II

ocjio (1)

 

di – Gemma Carbone e Francesco Collavino coreografia -Francesco Collavino con – Gemma Carbone e Francesco Collavino in CAPITOLO I, e con Riccardo Lanzarone e Bernardita Moya in CAPITOLO II – sound, light & costume design – Ba.Bau.Corp produzione – Ba.Bau.Corp.© sound – Andrea Fasolo

http://www.babaucorp.com/

Nel CAPITOLO I  indaghiamo l’esperienza della paura nella percezione dell’ignoto. L’ignoto è il buio che ci separa e ci accomuna in una distanza piena di paure e di possibilità infinite. Venire alle luce affrontando il proprio superamento o nascondersi?

Nel CAPITOLO II  decliniamo la paura osservando la relazione tra l’individuo e lo spazio. Ci interessa sviluppare un’azione performativa che ci permetta di ricreare la condizione claustrofobica, offrendo al pubblico la contemplazione di una situazione innaturale e onirica, ma fortemente quotidiana. Che cosa avviene in una situazione, in cui la catastrofe è necessaria e imminente, quando il cambiamento non si presenta?